Psicologia del podista

Devo assolutamente Correre … perché?

La psicologia del Podista è un elemento fondamentale di resilienza, quindi il dovere diventa piacere ed efficienza, quindi succede che

“se oggi non corro mi sento in colpa”

Tornato dal lavoro, un po’ stanco, anche sufficientemente scocciato per avere fatto più tardi del solito, non mi va un gran ché di andare a correre per l’ennesimo allenamento.
Fuori un po’ di pioggerellina e temperatura rigida ma ecco che per fortuna entra in campo Lei, “la psicologia del podista” che si insidia prepotente nella mente e mi fa pensare che se oggi non corro mi sento in colpa!

La tabella di preparazione alla maratona segna molto chiaramente:

Mercoledì 12 Ottobre 2016 Allenamento Running Ripetute
– 10′ Riscaldamento (6:20/km)
– ripetute 5 x 1600 (intervallo 2′ lentissimi)
– 10′ defaticanti

E’ proprio in quel momento che entra in gioco la psicologia del Podista, quella imprescindibile volontà che gli impedisce di far prevalere quell’insano pensiero (in lui c’è ma non vince) che se non fosse stato un vero Runner lo avrebbe indotto sicuramente a convincersi che

“forse se oggi mi riposo recupero meglio il lungo di Domenica scorsa”

per poi, subito dopo, cedere a quel desiderio di mettersi in libertà, davanti alla TV, con un drink in mano in attesa dell’ora di cena.

E invece NO, il Podista, quello tosto, si spoglia, si mette subito le scarpette da corsa, la giacca termica in caso di pioggia e fuori, a qualsiasi costo, resiliente!

si parte, non si molla mai, dritto per dritto, felice di correre, ce l’ho fatta!

Risultato dell’allenamento:
Distanza km 11,90
Velocità media min/km 5,50

Molto semplice, in realtà avevo una gran voglia di correre e infatti così è andata, mi sento fiero di non avere mollato, una piccola grande vittoria ma ancora tanta strada per il giorno della Maratona.

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